Il MiC a LuBeC 2025 con DiVA e IC_VEPP: tra piano Olivetti ed economia etica

L’8 e il 9 ottobre 2025, al Real Collegio di Lucca, il Ministero della Cultura ha partecipato alla XXI edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali, dedicata quest’anno al tema “Ponti di Cultura”. Il convegno inaugurale ha visto i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale – DiVa, delegata dal Ministro Alessandro Giuli.

Particolare rilievo è stato dato al Piano Olivetti per la cultura, che mira a promuovere la cultura come bene comune, e a rigenerare territori attraverso il recupero di luoghi culturali apparentemente “minori”, veri e propri scrigni di opportunità.

La presenza del Ministero a LuBeC 2025 si è inserita pienamente nelle sue linee guida, con il “Cantiere MiC” che ha proposto convegni e uno spazio espositivo istituzionale.

Il “Cantiere MiC” ha rappresentato il luogo dove esperienze e progetti si sono intrecciati: dai modelli di accessibilità e inclusione sviluppati nei musei nazionali, alle nuove forme di narrazione che rendono il patrimonio culturale più vicino alla società.

Il 9 ottobre il convegno “Modelli di gestione e sostenibilità per la valorizzazione dei giardini, oltre il PNRR”, promosso da Ales Spa, APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia e Promo PA Fondazione, con l’obiettivo di approfondire strumenti e strategie per garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale dei giardini storici e contemporanei italiani, ha visto la partecipazione di Alessio De Cristofaro, Direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica e la Promozione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura (IC-VEPP).

Il Direttore ha sottolineato come i giardini rappresentino «una straordinaria infrastruttura culturale e ambientale», invitando a consolidare reti e competenze per garantire gestioni durature, capaci di coniugare tutela e sviluppo.

«Dobbiamo superare il pregiudizio secondo cui economia e cultura sarebbero mondi inconciliabili. L’economia della cultura – ha precisato – non è un’economia di profitto, ma un’economia etica, fondata sull’idea di capitale culturale: un patrimonio materiale e immateriale che comprende i luoghi, i saperi e soprattutto i cittadini, veri custodi e protagonisti del nostro patrimonio. Come Ministero intendiamo promuovere modelli sostenibili di gestione e investimento che valorizzino i giardini storici, i musei e tutti i luoghi della cultura. Per i giardini pubblici questo significa investimenti a fondo perduto volti a preservare e tramandare i beni alle generazioni future; per i giardini privati, strumenti fiscali e operativi che incentivino chi investe nella cura e nell’apertura di questi luoghi».

E ha aggiunto: Vogliamo costruire un’economia della cultura che sostenga il privato, favorisca la concorrenza leale e premi la qualità, anche attraverso strumenti come la certificazione dei giardini storici e la creazione di distretti territoriali della cultura, resi oggi più agili grazie al digitale. Infine, se vogliamo parlare davvero di welfare culturale, dobbiamo trasformare le buone pratiche occasionali in servizi stabili, accessibili e riconoscibili, al pari di quelli della scuola o della sanità. Solo così la cultura diventa un diritto quotidiano e un elemento strutturale della vita civile del Paese», ha dichiarato De Cristofaro.

L’incontro ha offerto un ampio confronto tra esperti, istituzioni e operatori del settore sul futuro del sistema dei giardini, a partire dalle opportunità generate dal PNRR e dalla necessità di costruire modelli gestionali solidi e coerenti con la tutela e la valorizzazione del patrimonio verde.

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